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Note biografiche :: Stefania Di Dio :: Note biografiche


Stefania Di Dio      Stefania Di Dio nasce a Paola, provincia di Cosenza.      Stefania Di Dio

Artista poliedrica ed eclettica: campo dei suoi interessi la pittura, la scultura, la musica, la poesia, la psicologia e l'antropologia.

Psicologa-psicoterapeuta professionalmente impegnata.

E' inserita, tra gli altri, nei seguenti cataloghi internazionali d'arte moderna:

Compare nelle seguenti riviste e quotidiani: "Calabria letteraria", "Periferia", "Gazzetta del Sud", "Le provenzal", "Il giornale di Calabria", "La provincia", "Prospettive meridionali", "Obiettivo Ninfal", "Mezzoeuro", "La Sila", "Il quotidiano".

                                                

Illustra libri, copertine e manifesti. Tra le numerose pubblicazioni ricordiamo:

Sue poesie sono state pubblicate in:

Montalto, P., Ciapini, O. (a cura di), "Fragranze e profumi - (L'arte di pensare in poesia)", Collana " Pubblimix", 11, Edizioni Pubbliscoop, 1996.


Stefania Di Dio

Hanno scritto di lei Luciano Rossi, Giuseppe Cannizzaro, Gianfranco Labrosciano, Franco Fedele, Anita Frugiuele, Ugo Verrina, Alessandro Guarascio, Francesco Basile, Carlo Cimino, Matilde Tortora, Pino Veltri, Luigi Guido, Carlo Montarsolo, Salvatore Sciandra e diversi altri critici e giornalisti. Di seguito riportiamo una selezione di critiche che secondo l'artista colgono l'essenza del suo fare arte e dell'arte in genere:

"Come un arcobaleno che separa la notte dal giorno Stefania Di Dio scompone e ricompone segni arcaici e in questo arcobaleno di colori e segni si staglia il busto di Iside costruito con tutta la innaturalezza fisionomica della figura egizia. C'è dunque una sofferenza rituale, ingessata nella rigidità di una regola astronomica obbligatoria di quotidiana alternanza tra giorno e notte, uomo e donna, razionale conoscenza solare e umorale intuizione lunare". Gianfranco Labrosciano

"...il suo cogitare e la sua sensibilità hanno il potere di calarsi nell'ancestrale e originaria dimensione dell'uomo e del mondo, e di coglierne l'eterno conflitto tra l'esistenziale libertà individuale e la limitazione imposta dalla temporalità del mondo.
Della pena e frustrazione che ne scaturisce, l'arte è processo di liberazione e pacificazione in vari modi, secondo la storia e il sentire dell'artista
". Giuseppe Cannizzaro

"La sua tecnica è molto speciale, poiché ella associa caratteristici siti fuori dal mondo materico, con luoghi situati in scenari terrestri di meravigliosa suggestione emotiva perché trasfigurati dal grande estro della pittrice in scenari cosmici sognanti, in infiniti stellari, in sinfonie vaganti, in dolci sentieri dove il silenzio è suono, di difficili raggiungimenti immediati, eppure tanto vicini ai nostri vaghi sentimenti come isole altrimenti disabitate se non venissero visitate dal raduno del nostro immaginario collettivo". Pino Veltri

"...altrove c'è l'invito ad avventurarsi per i "dolci sentieri del cosmo" o a raggiungere la pace e la tranquillità di un'oasi pittorica che raffigura "il giardino e il fiume". Posti ancestrali ed eterni, riposo per la psiche e sollecitazioni per il cuore, chiamato a pulsare emozioni serene e calme sensazioni". Anita Frugiuele

"L'arte ha i suoi rituali, i suoi cicli ed i suoi frutti che nel tempo porta a maturazione e che l'artista raccoglie nel silenzio del proprio spazio misterioso. La mostra d'arte non è sfoggio che l'artista fa di sè. E', semmai, un momento di quel rituale che il creativo compie al fine di verificare la bontà del percorso scelto". Luigi Guido

"Nelle sue tele, pur non apparendo forme e figure ben definite o "canoniche", la "materia" si inserisce in un discorso a tutto tondo, nel quale l'artista vuole offrire itinerari di luce, in cui proiettare la sua ricerca ed in cui tutti possono introdursi (non solo virtualmente), per sublimarsi e ricevere quelle sensazioni che l'animo di Stefania Di Dio ha voluto trasferire nelle tele". Salvatore Sciandra

"L'artista - pensa Stefafania Di Dio - deve recuperare la capacità di sentire... Stefania Di Dio scandaglia con la pittura le profondità dell'inconscio, in una sintesi creativa che ricompone i frammenti della sua produzione passata in un giusto equilibrio che riduce la forma all'essenziale...Sicché i colori sprizzano nel riquadro come le schegge di una granata e provocano sbandamenti e disorientamenti che si ripercuotono dal di dentro, come se fossero sussulti della coscienza". Gianfranco Labrosciano

"...C'è una deviazione, una malattia, una nevrosi, che costringe l'artista a trasformare in forma la propria sensibilità: in questo modo l'artista non resta prigioniero della nevrosi, ma la libera e se ne libera, proiettandola fuori di sè, e così ne fa uno strumento di conoscenza. L'artista non è malato: esprime la malattia, e nell'esprimerla la sublima. Aristotele chiama questo processo "catarsi". Goethe ne individua l'occasione che fa nascere ogni forma d'arte". Dino Villatico

(a proposito dell'Opera in due atti "Lou Salomé" di Giuseppe Sinopoli, su libretto di Karl Dietrich Gräwe).



Principali mostre (personali, collettive e rassegne artistiche), premi e riconoscimenti:

1978:
Galleria 26, "I profondi silenzi", Castrovillari (CS).
1981:
Chiesa di San Lorenzo, Firenze;
Premio Brunellesco, Firenze.
1983:
Galleria "Leonardo Da Vinci", Roma.
1985:
Villa Giunti, Sangineto (CS).
1986:
Galleria CIDA, "Proposte '86", Roma.
1987:
Teatro "A. Rendano", "L'uomo e il suo futuro", Cosenza.
1988:
Art Horizon Mayor International Art Competition, New York.
1989:
Sindacat d'Iniziative, Rognes (Francia);
Gallerie di Sevignè, Lambesc (Francia);
Castello medioevale, "Il delirio della bellezza", Malvito (CS).
1990:
Galleria Gradiva, "Prometeo", Altomonte (CS).
1991:
Galleria Gradiva, "Il possibile e l'arpa", Altomonte (CS).
1997:
Galleria "Il glicine", "Dai segni dell'uomo alla luce delle stelle", Amantea (CS).
2002:
Casa delle Culture, "Il fiume", Cosenza.
2003:
"Premio Ipponion", Vibo Valentia;
"L'architettura della pace per la casa dell'uomo", Cattedrale di Cosenza, direzione artistica "Il graffio";
"Mio fiume, anche tu", Galleria Comunale, Fiumefreddo Bruzio (CS).
aggiornamento in corso.

Musica: Gustav Mahler (1860 - 1911), "Langsam. Schleppend - Wie ein Naturlaut - Im Anfang sehr gemächlich" dalla Sinfonia n° 1 in re maggiore (file MIDI by Jean-François Lucarelli - http://www.kunstderfuge.com).

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